Marco riprende il tour teatrale che riguarda "E' Stato la mafia". Nello spettacolo racconta la presunta trattativa fra Stato e Cosa Nostra partita intorno al 1992 e tuttora in corso.
Il tour riprende da Bologna, dove Travaglio l'11 gennaio presenterà il suo spettacolo presso il Teatro Duse, situato in via Cartoleria, al civico 42.
Il prezzo del biglietto per partecipare alla rappresentazione parte da un minimo di 14€ a un massimo di 25€.
Lo spettacolo aprirà il sipario intorno alle ore 21.
Il quotidiano online Bologna Today presenta cosi lo spettacolo.
Sarebbe stata una negoziazione avvenuta all'indomani della stagione delle bombe del '92 e '93 con lo scopo di giungere ad un accordo che avrebbe previsto la fine della stagione stragista in cambio, tra le altre concessioni, di un'attenuazione delle misure detentive previste dall'articolo 41bis. La trattativa è ancora oggetto di indagini giudiziarie ed è stata dichiarata reale nella motivazione della sentenza del processo a Francesco Tagliavia per le bombe del '92 e '93, secondo cui l'iniziativa per la trattativa "fu assunta da rappresentanti dello Stato e non dagli uomini di mafia". La trattativa quindi è vera, non è più presunta, è certa, è avvenuta e non l'ha voluta la mafia, ma lo Stato e i negoziati fecero da sfondo alle stragi, condizionando la politica negli ultimi vent' anni.
Una storia di patti inconfessabili, di segreti e ricatti che hanno dato vita alla Seconda Repubblica e continuano a inquinare la presunta Terza nata con le elezioni del 2013.
Come nel precedente spettacolo "Anestesia totale", il giornalista sarà accompagnato dalle musiche eseguite dal vivo da Valentino Corvino e affiancato dalle letture di brani di Gaber, Pasolini, Calamandrei, Pertini e Flaiano: testi sulla buona politica, quella che rifiuta ogni trattativa e compromesso con la malavita e il malaffare. Riletti a distanza di anni, i discorsi lungimiranti risuonano di drammatica autenticità e risvegliano il senso di alto decoro e di levatura morale dello Stato e della Costituzione.
Il lavoro di Marco Travaglio, dal titolo così intelligentemente ambiguo, è una boccata di ossigeno perché rinnova la nostra coscienza, riaccende negli spettatori la necessità di combattere l'indifferenza, attraverso le parole di alcuni grandi uomini del nostro Paese e ci lascia l'amaro in bocca, utile antidoto "all'abulia, al parassitismo e alla vigliaccheria".
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